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Palmi: Si ritorna a parlare di “Navi dei veleni” con gli scrittori Francesco Cirillo e Monica Mistretta 0

PALMI (RC) 07/02/19- Due libri a confronto, due scrittori e giornalisti a parlare di nuovo sul mistero delle navi dei veleni. Venerdì prossimo 8 febbraio 2019 il Circolo Armino, ospita un importante evento con la presentazione di due libri su alcune delle pagine più misteriose della recente storia italiana: un incrocio criminale di mafie, servizi segreti deviati, potenze estere, traffico di armi nucleari, navi a perdere. I due autori, Monica Mistretta e Francesco Cirillo, saranno con noi a partire dalle 18.30 nella sede del Circolo in viale Rimembranze 11 a Palmi.

Gli autori. Francesco Cirillo è un giornalista d’inchiesta, oggi direttore del quotidiano on line Il meridione . Da decenni scrive della Calabria, dei veleni sotterrati, del traffico dei rifiuti sparsi per tutta la regione. Ha scritto diversi libri sulla Calabria parlandone bene e male. E’ militante ambientalista e antagonista e non nasconde la sua partigianeria a favore degli ultimi di questa terra. A fianco di Mimmo Lucano ha vissuto l’esperienza di accoglienza fin dai primi anni , fino al suo arresto ed esilio. E’ stato prigioniero politico negli anni 80 e rinchiuso nel carcere speciale di Palmi , dove è ritornato ospite nel 2002 in seguito agli arresti sul sud ribelle. Queste esperienze sono raccontate nel suo ultimo libro Sud e Ribellione. Monica Mistretta, giornalista d’inchiesta, collabora con alcuni quotidiani online. Si occupa prevalentemente di Medio Oriente e traffici di armi. Collabora con alcuni ex magistrati. Nel 2015 è uscito “Vittorio Arrigoni, il cono d’ombra” (A3 Books), un’inchiesta sulla morte dell’attivista italiano a Gaza.Le navi a perdere, ci hanno raccontato, viaggiavano cariche di rifiuti. E questo è vero. Ma tra un contenitore e l’altro, tra un fusto tossico e l’altro, si nascondeva qualcosa di molto prezioso: materiale nucleare a uso bellico, precisamente plutonio. Il capitano Natale De Grazia l’aveva scoperto ed è morto per questo. Lo dimostrano le bolle delle navi che custodiva nel suo ufficio, ritrovate dopo tanti anni. De Grazia sapeva qual era la destinazione finale di quel materiale nucleare, con il quale si potevano fabbricare bombe atomiche: l’Iran. Sapeva anche che il traffico era gestito da alcuni paesi Nato. E questo era davvero troppo per chi quei traffici li gestiva: le navi a perdere nascondevano un segreto che non doveva in alcun modo essere scoperto. E che ancora oggi rischia di mettere in imbarazzo l’intero mondo occidentale.