“C’è un momento, nella vita, in cui non è più possibile tornare indietro. Un istante in cui il dolore smette di essere una semplice ferita e si trasforma in una voce insistente, che chiede di essere ascoltata”. Eleonora Aloise Pegorin quella voce l’ha seguita fino in fondo.
Ci sono storie che non chiedono solo di essere lette: chiedono di essere accolte. Storie che graffiano, che disturbano, che costringono a fermarsi. “Ancora un giorno di felicità” è una di queste. La terza creatura letteraria della giornalista Francesca Lagatta, scritto a quattro mani con la psicologa e pedagogista Eleonora Aloise Pegorin, è molto più di un racconto autobiografico: è un atto di coraggio, un grido che diventa parola, una testimonianza necessaria.
Il libro, edito da Rubbettino, racconta la storia vera di Eleonora, la bambina sopravvissuta all’inferno, oggi Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Una vicenda di rinascita e riscatto che coinvolge il lettore pagina dopo pagina, offrendogli la possibilità di camminare accanto a una donna che ha trovato il coraggio di rialzarsi e di riscrivere il proprio destino.

«Mi chiamo Eleonora Pegorin. Anzi, sono Eleonora Aloise Pegorin. Ma spero che voi mi chiamerete Ele, soltanto Ele, perché Eleonora non esiste più. L’hanno uccisa l’assenza di amore e i lividi sul corpo e sull’anima». È una frase che da sola sintetizza l’essenza del libro: un’identità spezzata, ricostruita con la pazienza di chi conosce l’abisso. Una testimonianza potente, capace di rimanere impressa nella mente e nel cuore.
“Ancora un giorno di felicità” non è solo una storia individuale. È un invito a guardare negli angoli bui della società, dove la violenza contro i più fragili continua a consumarsi nel silenzio delle case e delle coscienze. È un libro che educa, che interroga, che porta con sé una domanda scomoda: quanto sappiamo davvero ascoltare? Eppure, in mezzo all’oscurità, la narrazione non dimentica di mostrare la possibilità della rinascita. Eleonora non è più soltanto la bambina che ha sofferto. E’ una professionista che oggi aiuta gli altri a trovare la loro voce. È una donna che parla, che scrive, che testimonia. Che vive.
«Un sentito grazie alla dottoressa Aloise Pegorin per avermi affidato un pezzo della sua vita, e alla casa editrice Rubbettino per aver accolto e curato una mia opera letteraria per la seconda volta» – dichiara la giornalista Lagatta, da sempre attenta alle storie che nascono nelle pieghe più difficili della società.
Il libro è disponibile in libreria e in tutti gli store digitali.
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