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Belvedere: tariffe mensa, la replica del gruppo “Ora” 0

BELVEDERE- 16/01/16-  Il gruppo ORA, per amor di verità e precisione, a seguito dell’intervento dell’assessore Francesca Impieri, intende precisare sulla questione tariffe mensa scolastica.
“In merito alla proposta avanzata dal Gruppo Consiliare ORA, è evidentemente sfuggito all’assessore Impieri, che tale proposta, non solo è agli atti, perché consegnata in forma cartacea al segretario comunale affinchè la allegasse alla delibera di Consiglio Comunale del 23.12.2015, ma è stata prima discussa e anche votata (ovviamente con voto contrario della maggioranza).
In merito all’asserito assenso del Consiglio d’Istituto si sollecita l’assessore Impieri a rileggere il verbale di quella seduta, in quanto dallo stesso emerge che si è lungamente discusso sulle possibili proposte, ma, non avendo il Consiglio d’Istituto né il tempo (era il 21.12.2015), né i dati aggiornati e precisi, (le tariffe sono state elaborate facendo riferimento ad una utenza scolastica relativa all’anno scolastico 2013/2014) sottesi alla formulazione di una concreta proposta, ha deciso di rinviare la formulazione anzidetta al momento in cui, acquisiti i dati necessari di cui nemmeno l’Amministrazione era ancora in possesso, avrà la possibilità di discutere della questione “mensa scolastica” con maggiore contezza.
Le tariffe, per come formulate dall’Amministrazione comunale nella persona dell’assessore Impieri non sono state neanche sottoposte a votazione in seno al Consiglio d’Istituto per la logica ragione che le modifiche delle tariffe e degli scaglioni non erano all’ordine del giorno del predetto Consiglio.
Si invita, pertanto, l’assessore Impieri ad una lettura attenta degli atti che pone in contestazione. Si precisa, infine, sempre per amor di verità, che non vi è traccia nella delibera approvata dalla maggioranza, della tariffa agevolata a favore delle famiglie con pluralità di figli usufruenti contemporaneamente del servizio di refezione, nonostante le rassicurazioni avanzate dall’Assessore.
Infine, non è vero, che “le fasce più deboli hanno ottenuto una (pur lieve) riduzione del pagamento delle tariffe”. +31,58%,passando da € 19 a € 25 per singolo carnet. L’aumento è stato generalizzato, tanto è vero che nel mese di gennaio si registrano sostanziali rinunce al servizio di refezione da parte delle famiglie.
Ad ogni buon conto, sì: “ognuno le proprie responsabilità politiche”, alla maggioranza le sue e alla minoranza proposta e controllo.”