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Diamante: Studenti al Campo di Concentramento di Ferramonti 0

DIAMANTE- 27/01/16-Come ogni anno l’Amministrazione Comunale di Diamante celebra il “Giorno della Memoria”. Quest’anno l’Assessorato alla Cultura, quello del Welfare e il giornale L’Olmo, organizzano la visita del Campo di Concentramento di Ferramonti a Tarsia, portandovi i ragazzi della scuola media di Diamante. La giornata rientra nel percorso della memoria che parte il 27 gennaio e si concluderà il 1° Maggio. Difatti altre due giornate incentrate sulla memoria storica verranno organizzate. Dopo quella del 27 gennaio, il 25 aprile giorno della liberazione dal fascismo con il ricordo di tutti i caduti della seconda guerra mondiale nella Villa Comunale Sandro Pertini, il 1° Maggio in piazza Caduti sul lavoro, per ricordare tutti i lavoratori di Diamante caduti mentre erano sul lavoro. Nel 2005 le Nazioni Unite hanno scelto il 27 gennaio per celebrare il giorno della memoria. Ogni anno, in tutto il mondo si tengono iniziative e eventi per non dimenticare le vittime dell’Olocausto causate dal nazifascismo. Il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata rossa, l’esercito dell’Unione Sovietica, entrano nel campo di concentramento di Auschwitz e in quello di sterminio di Birkenau, nell’odierna Polonia, mentre avanzano verso Berlino. In questi luoghi, le truppe sovietiche vedono per la prima volta ciò di cui i paesi alleati contro la Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale avevano solo sentito parlare nei mesi precedenti. Scoprono l’Olocausto, il genocidio perpetrato dal regime guidato da Adolf Hitler e dai suoi gerarchi ai danni della popolazione di religione ebraica, dell’etnia rom e di altre minoranze. A sessant’anni di distanza, nel 2005, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite sceglie il 27 gennaio come giorno della memoria universale per ricordare milioni di vittime dell’Olocausto causate dal nazifascismo. La risoluzione 60/7 adottata il primo novembre 2005 respinge ogni forma di negazione, anche solo parziale, dell’Olocausto come evento storico. Condanna “senza riserve” ogni manifestazione di intolleranza religiosa, di molestia, incitamento o violenza contro persone o comunità che si riconoscono in un credo religioso o in un’origine etnica ogniqualvolta si dovessero verificare ovunque nel mondo. Non furono solo gli ebrei a morire nei campi di sterminio. 6 milioni furono gli ebrei annientati nei campi di concentramento ma anche omosessuali, zingari rom e sinti, testimoni di Geova, disabili fisici e mentali, anarchici. Il popolo rom subì una doppia ferita dalla storia: quella del Porrajmos, così chiamato in lingua romanij, che causò l’atroce morte di oltre 500.000 persone fra Rom e Sinti nei campi di sterminio, e una seconda ferita: quella del silenzio. Solo nello Zigeunerlager, il campo loro riservato ad Auschwitz – Birkenau, tra il febbraio 1943 e l’agosto 1944 oltre ventimila persone furono condotte nelle camere a gas. In Italia i Rom furono imprigionati nei campi di concentramento di Agnone, Berra, Bojano, Bolzano, Ferramonti, Tossicia, Vinchiaturo, Perdasdefogu, le isole Tremiti e in quello di Gonars’. Altri due i genocidi dimenticati. Il primo fu quello dei Testimoni di Geova, perseguitati tra il 1933 e il 1945 – diecimila internati, prevalentemente tedeschi : a loro veniva anche offerta – invano – la possibilità di rinunciare al loro credo religioso, in cambio della libertà. Olocausti che si è spesso cercato di dimenticare.
Altro olocausto dimenticato il cosiddetto ‘Omocausto’, che portò alla morte di almeno 7.000 omosessuali nei campi di sterminio nazisti oltre alle decine di migliaia di persone che vennero condannate sulla base del Paragrafo 175, quello che puniva gli atti e, persino, le fantasie omosessuali. Ma anche i disabili ebbero il loro olocausto. In base al programma denominato Aktion T4, il programma nazista di eutanasia che, in nome dell’igiene della razza cara ai nazisti, portò alla soppressione di almeno 70.000 persone affette da malattie genetiche, inguaribili o da malformazioni
fisiche. Oggi a distanza di settant’uno anni si parla ancora di fascismo e nazismo, si tende a dimenticare la nostra storia, le nostre sofferenze, le distruzioni e le morti. Ecco perché è necessaria la memoria, il ricordo, la storia , perché errori del passato non possano più ripetersi.

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