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“Diavolicchio Diamante”: Il peperoncino del Tirreno cosentino sotto attacco dalle imitazioni 0

17/08/25 IL “DIAVOLICCHIO DIAMANTE”: IL VERO TESORO PICCANTE DEL TIRRENO COSENTINO SOTTO ATTACCO DALLE IMITAZIONI

Il peperoncino “Diavolicchio Diamante”, autentico gioiello agroalimentare del Tirreno cosentino, sta vivendo un momento di grande successo nei mercati italiani. Caratterizzato da un profumo intenso, una piccantezza equilibrata e una forma affusolata che lo rende inconfondibile. Questo ecotipo tradizionale è sempre più richiesto dai consumatori e dai turisti, affascinati anche dal suo valore simbolico e scaramantico. Ma come spesso accade ai prodotti di qualità, il successo porta con sé anche il rischio delle contraffazioni. A lanciare l’allarme è l’Accademia Italiana del Peperoncino, attraverso le parole del suo Presidente Enzo Monaco: “Abbiamo le prove che aziende agricole del centro-nord stanno pubblicizzando e vendendo un ‘Diavolicchio di Diamante’ che nulla ha a che vedere con il nostro ecotipo. È un falso, e in alcuni casi si tratta di un ibrido chiamato ‘Amando’ che solo esteriormente somiglia al vero Diavolicchio”.

Enzo Monaco

La differenza non è solo nel nome – il vero si chiama “Diavolicchio Diamante”, senza il “di” – ma soprattutto nell’origine e nelle caratteristiche organolettiche. Il prodotto originale è coltivato esclusivamente nel territorio del Tirreno cosentino, in particolare nei comuni compresi tra Tortora e Amantea, con epicentro proprio a Diamante. È qui che il Diavolicchio è diventato simbolo identitario, anche grazie alla presenza costante nel celebre Peperoncino Festival, dove viene utilizzato, dal 1992, per il tradizionale Campionato italiano mangiatori di peperoncino.

Le caratteristiche che lo rendono unico sono molte: una corteccia sottile che facilita l’essiccazione, l’eleganza del frutto che si presta perfettamente alla realizzazione delle famose “nzerte” – le trecce decorative di peperoncini appese nelle cucine – e un sapore inconfondibile che lo rende versatile in cucina e ambito tra gli appassionati di gastronomia. Non è solo un prodotto, ma un pezzo di storia e cultura calabrese: il Diavolicchio Diamante veniva coltivato già nel XVII secolo nel feudo di Tiberio Carafa, Principe di Belvedere, quando il casale di Diamante era parte delle sue terre. Oggi, questa tradizione agricola continua grazie al lavoro dei coltivatori locali riuniti nel Consorzio che tutela la denominazione ufficiale.

Il consiglio dell’Accademia ai consumatori è chiaro: “Fate attenzione alle imitazioni. Assicuratevi che le confezioni riportino il marchio del Consorzio dei coltivatori e la corretta denominazione ‘Diavolicchio Diamante’. Solo così potete essere certi di acquistare il vero prodotto calabrese.” In un mercato sempre più attento alla qualità e alla tracciabilità, la difesa delle eccellenze locali passa anche da queste battaglie culturali e commerciali. Il Diavolicchio Diamante non è solo un peperoncino, ma il simbolo piccante dell’identità calabrese.

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