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Le casematte di Scalea: una proposta per valorizzare la memoria storica del territorio 1


A Scalea, il passato torna a parlare attraverso strutture silenziose ma cariche di storia: le casematte della Seconda Guerra Mondiale. È proprio da queste testimonianze del Novecento che prende forma la proposta avanzata dal Presidente Vincenzo De Vito, a nome dell’Associazione culturale “Cara, vecchia Scalea”,rivolta all’Amministrazione Comunale.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di recuperare e valorizzare alcune strutture militari costruite tra il 1942 e il 1943, in uno dei momenti più critici del secondo conflitto mondiale. Le casematte, realizzate in cemento armato e spesso mimetizzate nel paesaggio, erano dotate di feritoie per armi automatiche e collocate in punti strategici come spiagge, strade e promontori, con funzioni di difesa e osservazione. Ancora oggi, queste costruzioni sono visibili lungo il tracciato della vecchia SS 18 e nell’area frangivento del litorale di Scalea, a testimonianza del ruolo strategico che il territorio rivestiva nello scacchiere del Mediterraneo. Studi e ricerche di storici locali, tra cui Stefano Vecchione, confermano la diffusione di tali fortificazioni lungo tutta la costa calabrese, inserita nel sistema difensivo predisposto dall’Italia in previsione di uno sbarco alleato.

Un timore che si concretizzò nel luglio del 1943 con lo sbarco in Sicilia (Operazione Husky), mentre Scalea, pur non essendo teatro diretto di sbarchi, fu duramente colpita il 27 luglio dello stesso anno da un bombardamento aereo-navale che interessò in particolare l’aeroporto militare, causando numerose vittime anche tra la popolazione civile. Proprio per preservare e trasmettere questa memoria storica, l’Associazione propone un intervento semplice ma significativo: la pulizia delle aree interessate e l’installazione di segnaletica informativa nei pressi delle casematte, attraverso pannelli o paline descrittive. Il progetto prevede inoltre l’integrazione di QR Code che rimandino a contenuti digitali di approfondimento – mappe, testi storici, fotografie – grazie alla collaborazione con il progetto “Explore Scalea” dell’Associazione Eclectica di Andrea Famà e della Pro Loco.

“L’iniziativa, pur nella sua semplicità – sottolinea de Vitomira a promuovere la conoscenza della memoria del territorio attraverso queste strutture, che non devono essere considerate soltanto resti militari, ma vere e proprie testimonianze storiche e culturali.”

Le casematte, infatti, possono essere interpretate come beni culturali diffusi: elementi integrati nel paesaggio che raccontano una pagina importante della storia locale e nazionale. Il loro recupero e la loro valorizzazione rappresentano un’opportunità concreta per restituire alla comunità e ai visitatori un patrimonio poco conosciuto ma di grande valore identitario.

Una proposta, dunque, che guarda al passato per costruire nuove forme di consapevolezza e valorizzazione culturale, contribuendo al tempo stesso ad arricchire l’offerta turistica della città.

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