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“Servire senza chiedere nulla, ma non essere dimenticati”: l’amarezza degli Scout di Diamante 0


Dopo il Premio Mitos a Diamante, una manifestazione che ha celebrato e riconosciuto l’impegno di realtà impegnate nel sociale, nello sport e nella legalità, arriva anche la riflessione, accompagnata da un sentimento di amarezza del Gruppo Scout AGESCI Diamante 1. Non per mettere in discussione il riconoscimento assegnato agli altri scout, ritenuto giusto e meritevole, ma per ricordare che anche a Diamante esiste da anni una realtà che opera quotidianamente, spesso lontano dai riflettori, dedicando tempo, energie e passione all’educazione dei giovani e al servizio della comunità.

A parlare è Giambattista Salerno, capo gruppo del Gruppo Scout AGESCI Diamante 1, che affida a queste parole una riflessione sincera: non una richiesta di premi o privilegi, ma il desiderio di non essere dimenticati:

“Essere presenti senza essere visti. Servire senza chiedere. Ma non per questo essere dimenticati. Abbiamo assistito con piacere alla recente manifestazione organizzata dal Comune di Diamante, durante la quale è stato invitato e premiato un gruppo scout proveniente da Reggio Calabria. Un riconoscimento che riteniamo bello e giusto. Ogni realtà scout che dedica tempo, energie e passione al servizio degli altri merita rispetto e gratitudine. Ma proprio quel momento ci ha lasciato anche una riflessione, e un po’ di amarezza. Un’amarezza resa ancora più profonda dal fatto che il Gruppo Scout AGESCI Diamante 1 non sia stato neppure invitato a partecipare alla manifestazione. Non pretendiamo certo di essere premiati ogni volta che prestiamo un servizio, né pensiamo che la presenza di un gruppo scout proveniente da un’altra città debba necessariamente comportare un riconoscimento per noi.

Ma essere presenti da anni sul territorio, servire questa comunità e poi non essere neanche invitati a condividere un momento pubblico nel quale proprio lo scoutismo viene accolto e celebrato, inevitabilmente lascia l’amaro in bocca. Perché a Diamante gli scout ci sono. Ci sono da anni. C’è il Gruppo Scout AGESCI Diamante 1, fatto di uomini e donne, ragazzi e ragazze che hanno scelto di dedicare gratuitamente una parte importante della propria vita all’educazione dei più giovani e al servizio della comunità. C’è una storia costruita nel tempo, spesso lontano dai riflettori. C’è la storia e l’impegno di Raffaele, un capo scout che oggi non è più con noi, ma che ha lasciato un seme profondo in questa comunità. Un seme che non è andato perduto. Quel cammino è stato raccolto e portato avanti da Sara, Giambattista e da tanti altri capi, compresi tanti giovani che continuano a scegliere di esserci, settimana dopo settimana, senza compensi, senza tornaconti e senza aspettarsi medaglie. Perché il nostro è un servizio davvero “inutile”. Inutile nel significato più bello della parola: senza utile, senza guadagno, senza interesse personale.

“Dedichiamo gratuitamente tempo, energie, fine settimana, serate e pezzi delle nostre vite con una sola speranza: contribuire a consegnare alle nuove generazioni un futuro un po’ migliore di quello che abbiamo ricevuto. E quando la comunità chiama, noi cerchiamo di esserci. Durante le manifestazioni pubbliche, nei momenti di necessità, quando occorrono disponibilità, presenza, mani, tempo e persone disposte a mettersi al servizio. Non lo facciamo per ricevere un premio. Non abbiamo mai servito Diamante aspettando una targa. Ma c’è una grande differenza tra non pretendere un riconoscimento ed essere dimenticati. Ed è questo che oggi, con rispetto ma con altrettanta sincerità, vogliamo dire alle istituzioni della nostra città. Fa male essere ricordati quando c’è bisogno di una mano e dimenticati quando arriva il momento di stringerla e dire semplicemente “grazie”.

E fa ancora più male scoprire che, quando si celebra pubblicamente quello stesso mondo scout di cui facciamo parte e che rappresentiamo da anni nella nostra città, per noi non c’era neppure un invito. Non chiediamo privilegi. Non chiediamo passerelle. Non chiediamo riconoscimenti perché pensiamo di essere migliori di altri. Chiediamo semplicemente che una città sappia vedere anche chi, in silenzio, quella città la serve ogni giorn. Perché educare un bambino alla responsabilità, insegnare a un ragazzo a prendersi cura degli altri, accompagnare un adolescente a diventare un cittadino consapevole forse non farà rumore e difficilmente finirà sotto i riflettori. Ma è anche così che si costruisce una comunità. E forse il servizio più prezioso è proprio quello che non si vede: quello fatto quando le telecamere sono spente, quando la piazza si svuota e quando non c’è nessuno ad applaudire.

Continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto. Continueremo a indossare il nostro fazzolettone, a educare, a servire, a sporcarci le mani e a rispondere, quando possibile, alle necessità della nostra Diamante. Lo faremo perché questa è la scelta che abbiamo fatto. Ma oggi sentivamo anche il dovere di ricordare una cosa semplice: gli scout di Diamante non hanno bisogno di essere celebrati per continuare a servire. Ma una comunità che sa vedere, coinvolgere e dire “grazie” a chi la serve è una comunità più forte, più attenta e più giusta. Noi siamo qui. Ci siamo stati ieri. Ci siamo oggi. E anche quando non ci vedete, continuiamo ad esserci.”

Giambattista Salerno cagruppo del Gruppo Scout AGESCI Diamante 1

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