La rete di protezione per le donne si amplia: dopo la firma del protocollo con la Procura di Paola il 27 maggio 2025, lo stesso accordo è stato sottoscritto lo scorso 15 gennaio anche dalla Procura della Repubblica di Cosenza, rappresentata dal procuratore capo dott. Vincenzo Capomollae dal sostituto procuratore aggiunto dott. Antonio D’Alessio. Non si tratta di un protocollo diverso, ma della stessa intesa, con identici obiettivi e procedure operative, che ora viene estesa a un secondo presidio di giustizia. Un segnale forte che rafforza ulteriormente la rete territoriale di tutela e conferma la fiducia delle istituzioni nel lavoro svolto dallo Sportello Antiviolenza La Ginestra.

L’accordo prevede un canale diretto tra lo Sportello e la Procura, così da permettere segnalazioni tempestive e interventi più rapidi nei casi di violenza. La Procura di Cosenza aderisce quindi allo stesso modello già adottato dalla Procura di Paola, guidata dal Consigliere dott. Domenico Fiordalisi, riconoscendone l’efficacia e contribuendo a estendere una rete di protezione che diventa sempre più solida.
Dal 2016 La Ginestra opera come punto di ascolto, sostegno e accompagnamento per le donne che vivono situazioni di violenza fisica, psicologica, economica o domestica. In questi anni lo sportello ha costruito una rete di professioniste, volontarie e collaborazioni istituzionali che hanno permesso a molte donne di intraprendere un percorso di libertà e rinascita.

«La firma di questo protocollo da parte della Procura di Cosenza. rappresenta un passaggio importante per noi – afferma l’avv. Teresa Sposato, presidente de La Ginestra. Non è un accordo nuovo, ma l’estensione della stessa intesa già sottoscritta con la Procura di Paola, un modello operativo che ha già dato risultati concreti e che ora si rafforza grazie alla fiducia di un secondo ufficio giudiziario. Un risultato che ci ripaga – e mi ripaga personalmente – di anni di impegno, sacrifici, porte chiuse e anche situazioni in cui ho dovuto proteggere me stessa: da chi, pur camminando accanto a me, non aveva davvero a cuore la mia missione, e dai rischi inevitabili che si affrontano ogni volta che si sceglie di aiutare una donna ad allontanarsi dalla violenza di un uomo. Sono pericoli che ho messo in conto fin dal primo giorno, quando ho scelto di far nascere La Ginestra. E nonostante tutto, non mi sono fermata: da dieci anni La Ginestra è la porta che molte donne hanno potuto attraversare per ritrovare la libertà e un punto da cui ripartire. Oggi, con due procure che scelgono di camminare al nostro fianco, sento che ogni fatica ha avuto un senso. Questo risultato non è mio, è delle donne che abbiamo sostenuto e di quelle che ancora devono trovare il coraggio di chiedere aiuto. A loro voglio dire una cosa sola: noi ci siamo, e continueremo a esserci. Sempre.»
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