Un viaggio nella memoria, nella politica e nelle trasformazioni della società. È quello che ha visto protagonista, il 24 ottobre, alla Biblioteca Comunale di San Mango d’Aquino, Francesco Cirillo, scrittore e giornalista originario di Diamante, intervenuto per presentare il suo libro “Noi sovversivi”. L’incontro ha offerto l’occasione per discutere di scrittura sovversiva e del ruolo della Calabria, tra memoria, impegno civile e trasformazioni sociali. L’iniziativa è stata organizzata dalla Pro Loco cittadina, con la partecipazione di Francesco Magurno, anche lui originario di Diamante.

La presentazione del libro di Cirillo ha rappresentato l’occasione per sottolineare il legame culturale tra San Mango d’Aquino e la cittadina tirrenica. La biblioteca comunale, infatti, è intitolata alla memoria del professor Nuccio Ordine, illustre figlio di Diamante e figura di spicco della cultura italiana e internazionale. Storico, filosofo, saggista, critico letterario e accademico, Ordine ha raggiunto una vasta notorietà internazionale con il bestseller “L’utilità dell’inutile”, tradotto in oltre trenta Paesi. Un riferimento culturale che conferisce ulteriore significato a un appuntamento capace di intrecciare letteratura, memoria e riflessione sulla società contemporanea.

È proprio da questa importante tradizione culturale diamantese che proviene anche la voce di Cirillo, che davanti a un pubblico numeroso ha ripercorso, prendendo spunto dal suo libro, le vicende di una generazione cresciuta negli anni del Sessantotto, tra battaglie politiche, ideali e speranze di cambiamento. Tanta gente all’ascolto e tanta attenzione su tematiche dimenticate e risvegliate, come le navi dei veleni, il caso Marlane, i rifiuti tossici. Il racconto personale dell’autore si è trasformato in una riflessione sul presente e sulle difficoltà delle nuove generazioni. Una delle immagini più significative emerse durante l’incontro è stata quella del confronto tra due epoche: i giovani di allora volevano cambiare il mondo, quelli di oggi spesso cercano prima di tutto di non farsi travolgere dal mondo.

Al fianco di Francesco Cirillo, anche Mimmo Lucano, suo storico amico, che ha dialogato con il pubblico ripercorrendo l’esperienza di Riace, le battaglie amministrative e il lungo percorso giudiziario che lo ha coinvolto. Un incontro andato oltre la semplice presentazione di un libro, diventando un momento di confronto su memoria, cultura, impegno civile e responsabilità. Un pomeriggio nel quale una storia personale ha offerto al pubblico nuovi spunti per guardare alle sfide del presente.
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