Si scioglie il presidio degli autotrasportatori a Santa Maria del Cedro, nell’Alto Tirreno cosentino, dopo l’annuncio di Fedralog, la Federazione regionale della logistica, che ha deciso di sospendere la mobilitazione contro il caro carburante in Calabria. I camion, rimasti per giorni lungo la Statale 18, hanno iniziato a lasciare l’area del presidio. Alcuni mezzi si sono spostati sul lungomare cittadino, mentre la protesta degli autotrasportatori entra ora in una fase di attesa in vista del confronto con il Governo.
«Una decisione sofferta ma meditata, presa con profondo senso di responsabilità», ha spiegato Fedralog, motivando la scelta con la volontà di concedere fiducia all’esecutivo in vista dell’incontro del 27 ottobre con il ministro Matteo Salvini. La sospensione, tuttavia, non coincide con la fine della mobilitazione sul territorio calabrese. Il Movimento Territorio e Agricoltura (MTA) ha infatti annunciato che i propri presidi continueranno, nonostante la decisione assunta da Fedralog. A comunicarlo, attraverso un post pubblicato su Facebook, è stato Matteo Talarico, esponente del movimento, che ha definito «ancora incomprensibile» la decisione della Federazione di sospendere la protesta. «I presidi di MTA continuano nonostante l’ancora incompreso sblocco di Fedralog – ha scritto Talarico. Invitiamo i trasportatori delusi, le imprese e la cittadinanza tutta a venirci a trovare nei nostri presidi pacifici».

La mobilitazione del movimento prosegue in diversi punti della Calabria, in particolare a Falerna, Castrovillari, San Marco Argentano e Spezzano Albanese. MTA annuncia inoltre l’imminente apertura di nuovi presidi, confermando l’intenzione di mantenere alta l’attenzione sul tema del costo dei carburanti.
Resta dunque una situazione articolata, con una parte del mondo dell’autotrasporto che ha scelto di sospendere temporaneamente la protesta in attesa del confronto con il Governo e un’altra componente che, invece, ha deciso di proseguire la mobilitazione. La partita resta quindi aperta. Fedralog, pur sospendendo i presidi, avverte che in assenza di risposte considerate adeguate potrebbe essere pronta a una nuova fase della protesta. «In mancanza di risposte adeguate, organizzeremo un corteo verso Roma con tutti i mezzi», è l’avvertimento della Federazione.
Il prossimo appuntamento del 27 ottobre sarà quindi decisivo per capire se il confronto con il Governo porterà a risposte concrete sulle richieste degli autotrasportatori o se la protesta, dopo la pausa, tornerà a intensificarsi.
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